Riviste educative
Il saggio intende mettere in luce il modo in cui il tema della memoria della Grande Guerra è stato sviluppato tra il 1918 e il 1922, ovvero nell’immediato primo dopoguerra, nelle riviste educative. All’interno di questa categoria vengono analizzate sia le riviste pedagogiche e di politica scolastica, sia le riviste per l’infanzia e la fanciullezza.
Per quanto riguarda il primo gruppo, la ricerca si è concentrata sulle maggiori riviste del tempo: «L’educazione nazionale» di impostazione idealista; «La civiltà cattolica», espressione del cattolicesimo gesuita; «Scuola italiana moderna», organo dell’associazione magistrale cattolica “Niccolò Tommaseo”; «La rivista pedagogica», rappresentate il fronte liberal-democratico; e «I diritti della scuola», organo dell’Unione Magistrale Nazionale, di stampo laico. Il dato interessante che emerge dallo studio comparato di queste riviste consiste nel fatto che, a dispetto delle loro diverse impostazioni politiche e culturali, esse sono accumunate dalla medesima necessità di sviluppare il ricordo della Grande Guerra attraverso l’immediato richiamo alla riforma scolastica. Pur non costituendo l’unico tema relativo alla memoria della Prima guerra mondiale, Il binomio guerra-riforma è però centrale nelle riviste pedagogiche e di politica scolastica del dopoguerra poiché le difficoltà sorte durante il conflitto erano state percepite dall’opinione pubblica e dalla scuola stessa come il simbolo delle insufficienze del passato sistema formativo italiano, a cui era necessario porre rimedio nel presente attraverso una riforma dell’educazione.
Il secondo gruppo, rappresentato dalle riviste destinate all’infanzia e alla fanciullezza, è stato indagato soprattutto attraverso un’analisi di tipo iconografico, al fine di capire in quale modo il tema della memoria della Grande Guerra è stato rappresentato nelle illustrazioni, ovvero in uno degli strumenti comunicativi più efficaci e attrattivi che era a disposizione di questo genere di riviste. Dall’analisi di alcune di esse, come «La domenica dei fanciulli», «Il giornalino della domenica» e «Lo Scolaro», è stato possibile evidenziare che, pur mancando del tutto (o quasi) il tema del binomio guerra-riforma, vi è anche in esse un gruppo di temi comuni, tra i quali si segnalano: le terre redente tra patriottismo e nazionalismo, il gioco della guerra e la pace.
Bibliografia
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[a.s.]
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